Una presenza sempre più comune nelle città
Negli ultimi decenni la zanzara tigre (Aedes albopictus) è diventata una delle specie più diffuse nelle aree urbane italiane. Oggi è presente praticamente in tutto il Paese e rappresenta una delle principali cause di disagio durante la stagione estiva.
Pur essendo molto piccola, questa specie si è dimostrata estremamente adattabile e capace di colonizzare ambienti molto diversi, dai giardini privati ai centri urbani più densamente abitati.
Come riconoscere la zanzara tigre?
Il suo nome dice già molto sul suo aspetto! La zanzara tigre può essere riconosciuta dalla sua silhouette nera e dalle strisce bianche sull’addome e sulle gambe.
È generalmente di piccole dimensioni rispetto ad alttre specie, meno di un centimetro, e molto rapida nei movimenti.
Da dove viene?
La zanzara tigre è originaria delle foreste tropicali e subtropicali del sud-est asiatico. Da allora, si è adattata a una varietà di ambienti, comprese le aree urbane dove può deporre le uova in tutti i tipi di contenitori.
Con i numerosi flussi transcontinentali di merci, è stato progressivamente introdotta negli altri continenti, soprattutto nelle zone temperate.
Le sue uova sono resistenti all’essiccazione, che ne facilita il loro trasporto, così come al freddo, grazie alla loro capacità di “ibernare“, caratteristiche che ne hanno favorito l’espansione rapida in Europa e successivamente in Italia.
Presente in più di 80 paesi in tutto il mondo, la zanzara tigre è oggi classificata tra le dieci specie più invasive al mondo.
Perché si è diffusa così velocemente?
La forza di questa specie risiede nella straordinaria capacità di adattamento.
A differenza di molte zanzare che richiedono ambienti naturali specifici, la zanzara tigre riesce a sfruttare anche piccoli contenitori artificiali presenti nelle città. Le basta infatti una minima raccolta d’acqua per consentire lo sviluppo delle larve.
Questa flessibilità la rende una delle specie invasive di maggior successo al mondo.
Dove si riproduce?
La zanzara tigre depone le sue uova esclusivamente vicino all’acqua stagnante in tutti i possibili recipienti: vasi, pentole, barili, taniche, tappi, grondaie, grondaie, secchi, barili, annaffiatoi, pneumatici, giocattoli per bambini, ecc.
A contatto con l’acqua, le sue uova si schiudono in larve che diventano zanzare in pochi giorni. Una sola femmina può dare alla luce 3.000 zanzare tigre!
Come puoi prevenirla?
Il modo più efficace è eliminare l’acqua stagnante, ovunque si trovi. Tutti i contenitori che possono contenere acqua devono essere coperti o capovolti, le grondaie devono essere drenate, i serbatoi di acqua piovana devono essere coperti con una zanzariera. Dopo ogni pioggia o irrigazione, tutti i contenitori devono essere svuotati e asciugati il più possibile. Si consiglia inoltre di controllare sotto i ponti di legno eventuali pozzanghere rimanenti. E negli stagni, è possibile introdurre pesci che si nutriranno delle larve.
Nel giardino, evitare di piantare troppo vicino alle case ed eliminare le piante rampicanti sull’habitat. Le annaffiature vanno fatte ai piedi delle piante e non sul fogliame.
Quali sono i rischi per la salute?
Oltre al fastidio provocato dalle punture, la zanzara tigre è considerata un vettore potenziale di alcune malattie virali come dengue e chikungunya.
La presenza della specie sul territorio non comporta automaticamente la diffusione di queste patologie, ma la sua capacità di trasportare determinati virus è uno dei motivi per cui viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie.
Per molti anni queste malattie sono state associate principalmente alle aree tropicali e subtropicali. Negli ultimi decenni, tuttavia, la loro diffusione geografica si è ampliata, rendendo sempre più importante il monitoraggio dei vettori che possono contribuire alla loro trasmissione.
La prevenzione parte dagli spazi esterni
Il controllo della specie passa soprattutto attraverso la gestione degli ambienti domestici e dei giardini.
Ridurre le raccolte d’acqua, mantenere pulite grondaie e caditoie e controllare regolarmente gli spazi esterni consente di diminuire notevolmente le possibilità di sviluppo delle larve.
La prevenzione resta ancora oggi la misura più efficace per limitarne la diffusione.

